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Archivio di Etnografia
1-2/2009 (numero doppio)
Direttore responsabile: Ferdinando Mirizzi

2011
pp. 200 (con ill.)
ISBN 9788874701292

Rivista del Dipartimento di Scienze Storiche, Linguistiche e Antropologiche dell’Università degli Studi della Basilicata.

(Potrai sempre toglierlo in seguito)
€ 26,00

 

La Rivista

 

L’«Archivio di Etnografia», rivista del Dipartimento di Scienze Storiche, Linguistiche e Antropologiche dell’Università degli Studi della Basilicata il cui primo direttore è stato l’etnomusicologo Pietro Costantino Sassu, si presenta nell’annata 2009, IV della nuova serie, con un numero doppio articolato in una serie di saggi e contributi che si segnalano per ricchezza e varietà di temi e riflessioni utili sul piano teorico e metodologico.


Indice del numero 1-2/2009

Il fascicolo si apre con la consueta sezione “Etnografie”, che comprende i risultati di una ricerca di Domenica Borriello su tre culti del Basso e dell’Alto Lazio, in cui l’autrice si sofferma in particolare sul ruolo assunto dal cibo nelle dinamiche identitarie delle feste e dei partecipanti ai riti, uno studio di Gabriele Arnesano sui mercati dell’usato, spazi di negoziazione di nuove forme di socialità, e gli esiti di una recentissima rilevazione di Nicola Scaldaferri sui campanacci “carnevaleschi” di San Mauro Forte, in provincia di Matera.

La sezione “Repertori” accoglie un contributo di Alexander Novik, uno dei più autorevoli specialisti di etnografia albanese, sulle collezioni di vestiario tradizionale albanese conservate nei due più importanti musei etnografici di San Pietroburgo, e una rassegna di Sergio Torsello su scritti minori e poco noti riguardanti il fenomeno del tarantismo nel Salento.

A Luigi Spacal, pittore, grafico e fotografo nato a Trieste e condannato al confino di polizia ad Accettura, in Basilicata, è dedicata, con una introduzione alle immagini di Angelo Labbate, la sezione “Sequenze”; mentre Saïd Bennis e Mariano Fresta, in “Storie”, discutono rispettivamente delle dinamiche di costruzione dell’identità nella città di Béni-Mellal, in Marocco, e della leggenda del beato Giovanni Benincasa fra storia scritta e tradizione orale.

Infine, Annamaria Fantauzzi ritorna in “Taccuino” sulla tragica vicenda del terremoto del 2009 nell’Aquilano e Alessandro D’Amato si occupa in “Letture” del ‘caso’ editoriale rappresentato dal libro autobiografico Terra matta del contadino illetterato Vincenzo Rabito, pubblicato con notevole successo di vendite da Einaudi nel 2007. Il fascicolo si chiude con la consueta rubrica di segnalazioni bibliografiche.








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