Paul Bonatz

Der Arbeitsstil

di Vitangelo Ardito, Wolfgang Voigt

Collana La libreria dell’architetto, n. 7
ISBN 9788874707287

2026

pp. XXII-490 con ill. in BN e a colori

Paul Bonatz è tra i protagonisti dell’architettura europea del primo Novecento. Questa monografia disegna un suo profilo, riportandone scritti, testimonianze e documentazione delle opere.

PROFILO DELL’OPERA

Questo libro interpreta l’opera di Paul Bonatz a partire da una sua inedita riflessione svolta intorno al rapporto tra la costruzione e l’architettura, utilizzando il paradigma dell’Arbeitsstil. Bonatz non produce una teoria sull’argomento, ma alcuni pensieri che descrivono un orientamento dell’architettura del suo tempo. Qui è contenuta una analisi che tenta di chiarire questo concetto ricostruendone una possibile origine e verificandone le interpretazioni che lo stesso Bonatz ne ha dato con le sue opere. La varietà degli esiti prova la validità dell’ipotesi che l’Arbeitsstil è solo una riflessione sulla tecnica nell’architettura – sulla tecnica moderna e sul lavoro con la tecnica – e non la possibilità di un linguaggio. In tal modo, diventa anche un tema centrale su cui fondare il progetto moderno.

AUTORI

Vitangelo Ardito (1960). Negli anni universitari frequenta Giovanni Michelucci e, dopo la laurea (Pescara, 1995), lo studio di Wolfgang Frankl a Roma. Ha avuto uno studio professionale fino al 2004, quando è diventato ricercatore in Tecnologia dell’Architettura a Bari. È attualmente professore ordinario, insegna nel Laboratorio di Costruzione dell’Architettura. Dal 2006 conduce una ricerca sulla relazione tra configurazione costruttiva e forma architettonica in alcuni architetti di area tedesca: P. Schmitthenner, P. Bonatz, H. Tessenow, H. Döllgast, S. Lewerentz. È interessato all’opera di A. Konstantinidis, H. Bienefeld e U. Riva. Tra i suoi scritti: La mite legge dell’arte (2012), La costruzione non apparente della casa (2013), Paul Schmitthenner (2013), Umberto Riva. Perciò è sempre una sorpresa (con N. Faccitondo, 2022). Ha vinto il “Leone di pietra” alla X Mostra Internazionale di Architettura, Biennale di Venezia (2006). È membro della Heinrich Tessenow-Gesellschaft.

Wolfgang Voigt (1950). Storico dell’Architettura. Ha studiato architettura all’Università di Hannover, dottorato di ricerca e abilitazione. Collaboratore di ricerca all’Università di Brema (1979-81), poi all’Accademia di Belle Arti di Amburgo (1986-95), dove è stato professore incaricato nel 1993-94. Dal 1997 vicedirettore del Deutsches Architekturmuseum (DAM), Francoforte sul Meno, dove è stato curatore di mostre, accompagnate da monografie, sull’architettura del XX secolo: Heinz Bienefeld (1999), Ernst May (2001), Helmut Jacoby (2003), Paul Schmitthenner (2003), Dominikus Böhm (2005), Gottfried Böhm (2006), Paul Bonatz (2011). Tra le sue numerose pubblicazioni: Atlantropa. Weltbauen am Mittelmeer (1998) e La Moschea di Sinan (2008). Ha collaborato a ricerche internazionali di J.-L. Cohen e H. Frank. È membro del Deutscher Werkbund dell'Assia. Su Paul Bonatz ha scritto anche (con R. Hajdu e M. Hirschfell) Paul Bonatz. Bauten an Rhein und Neckar (2014).


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