viacrucis terraterra

di Lino Angiuli

Collana LEBELLEPAGINE, n. 9
ISBN 978-88-7470-556-6

2017
pp. 116 con ill.

Cristo non è mica un’idea a cui credere, è un corpo da guardare, da mangiare, da amare.

PROFILO DELL’OPERA

«Il gran teatro della via Crucis ha strappato parole di bocca a tanti poeti. Dal teatro montano del Sacro Monte di Varallo, sopra Varese, che fece scrivere Testori, alle sculture in Brasile dell’Aleijadinho che Ungaretti chiamava il Michelangelo della Minas Gerais. E ora arriva “Nennella” la serva, e arrivano le altre voci, le imprecazioni, gli sconforti che Angiuli porta in scena, in un lessico arcaico e presentissimo, in una lingua locale e universale per la spezia di dolore e invenzione da cui è segnata» (dalla Prefazione di Davide Rondoni). Una sacra rappresentazione “terraterra”, mistica e popolare, che in 14 stazioni inscena il punto di vista di uno spettatore occasionale – uno qualunque, di passaggio –, ma capace di guardare con cuore e occhi spalancati alla passione di un Innocente. Uno sguardo inedito, sincero e intenso, condiviso dalle tavole (sempre 14) di un disegnatore compenetrato nello stesso, emozionato, rustico punto di vista del poeta Lino Angiuli.

AUTORE

Lino Angiuli (1946) è nato, vive e scrive in Terra di Bari. Collaboratore dei Servizi culturali della Rai e di quotidiani, ha contribuito a fondare collane editoriali e riviste letterarie, tra le quali il semestrale “Incroci”. Con tredici raccolte poetiche in lingua italiana e dialettale, la sua produzione è considerata nell’ambito di manuali scolastici ed enciclopedie. Numerosi i riconoscimenti e le traduzioni. Molti i suoi lavori sul versante della valorizzazione della cultura popolare.


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