Pirandello fra metateatro e mostri familiari

Intorno a 'Questa sera si recita a soggetto' per la regia di Marco Bernardi

a cura di Ivan Pupo

Collana Duepunti, n. 53
ISBN 978-88-7470-589-4

2017
pp. XVI-184

Questa sera si recita a soggetto nella messinscena di M. Bernardi: materiali, documenti, recensioni vecchie e nuove di un capolavoro.

PROFILO DELL’OPERA

Il gruppo di lavoro guidato da Roberto Alonge che ha creduto nell’ultima impresa di Marco Bernardi, l’allestimento per il Teatro Stabile di Bolzano di Questa sera si recita a soggetto, si è impegnato a dimostrare con approccio diversificato – attraverso il ‘corpo a corpo’ con il testo, ma anche per via documentaria ed intertestuale – che, nonostante le apparenze, la geniale commedia di Pirandello può essere letta in profondità, perché una profondità, a ben vedere, la possiede.
È l’abisso dell’inconscio dove nascono, crescono, fanno sentire la loro voce, pur nascondendosi, i mostri familiari, nella fattispecie quelli di casa La Croce (e di casa Verri). In tale prospettiva il metateatro può essere visto come un meccanismo censorio e depistante che garantisce a quei mostri la clandestinità, sia pure solo parziale e temporanea.

CURATORE

Ivan Pupo è ricercatore di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università della Calabria. Dopo aver curato un’antologia di Interviste a Pirandello (2002), ha raccolto parte dei suoi studi pirandelliani in Un frutto bacato (2002) ed allestito l’antologia Luigi Pirandello (2012). Si è occupato di altri scrittori siciliani, in particolare di Sciascia, come attestano due suoi volumi (2011). Recentemente è tornato sul teatro con Crimini familiari e scena teatrale (2015). Collabora alla rivista teatrale «Il castello di Elsinore».


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