Gli studi classici in Terra di Bari tra Sette e Ottocento

di Pasquale Massimo Pinto

Collana Ekdosis, n. 15
ISBN 978-88-7470-776-8

2020

pp. X-106

PROFILO DELL’OPERA

Del passato greco-latino della Puglia sopravvisse un lascito materiale cospicuo. Ma quel passato consegnò ai secoli successivi anche un retaggio immateriale costituito da lingua, nomi e toponimi, credenze e narrazioni. Un patrimonio che in età moderna agì come un capitale dal forte valore ideale e simbolico per studiosi e uomini di cultura alla ricerca di legittimità per la loro storia. Anche in Terra di Bari, tra il XVIII e il XIX secolo, insegnanti, studiosi, intellettuali, fecero di quel patrimonio un presupposto, variamente orientato, per lo studio dell’antichità classica. Questo impegno si configurò non solo come recupero e valorizzazione delle lingue e culture classiche, ma anche come interesse per quelle due civiltà in tutte le loro manifestazioni. Di questa storia proviamo ad offrire in questo volume una prima ricognizione.

L’AUTORE

Pasquale Massimo Pinto insegna Filologia greca e latina e Storia della filologia e della tradizione classica presso l’Università di Bari Aldo Moro. Si occupa prevalentemente di storia dei testi greci, di oratoria attica e di storia degli studi classici.


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