Opere teatrali

volume quarto (Capotondo)

di Salvestro Cartaio detto Il Fumoso
a cura di Anna Scannapieco

Collana Duepunti, n. 60
ISBN 978-88-7470-648-8

Prefazione di Roberto Alonge

2019

pp. 140

Quarto volume e penultima commedia del corpus dell'opera teatrale del Fumoso, un prodotto maturo della drammaturgia comica senese del primo Cinquecento.

PROFILO DELL'OPERA

«Finora le commedie popolari senesi sono state lette nella prima edizione che capitava sotto mano. Ci si deve invece convincere che questi testi vanno trattati con lo stesso metodo filologico con cui trattiamo quelli di Cicerone e Petrarca, che la tradizione va censita e valutata come quella di qualsiasi altro testo», lamentava uno studioso del calibro di Michele Feo; e, di fronte al rigoglio storico-critico che il tema poteva aver registrato almeno a partire dalla celebre monografia sul Teatro dei Rozzi di un esordiente Roberto Alonge (1967), ammoniva: «noi riteniamo che sia giunto il momento di non scrivere più saggi critici. I compiti veri sono quelli del nuovo catalogo scientifico, della costituzione e edizione dei testi nel loro complesso, accompagnati da commento linguistico, storico e folklorico». A tale esigenza risponde la presente edizione, dedicata all’opera teatrale del Fumoso, scrittore di punta della tradizione senese. Penultima commedia dell’autore, Capotondo introduce per la prima volta il personaggio del cittadino (non una mera astrazione sociale della duratura opposizione città-campagna, ma un’entità politica molto definita nella Siena del tempo), determinando un radicale ripensamento del trattamento rappresentativo della realtà contadina. La “scena” cittadina e quella del contado si illuminano reciprocamente, e i villani (in particolare il personaggio più comicamente prevedibile, quello del marito cornuto) assumono una dignità scenica sinora inedita.

CURATORI

Roberto Alonge ha rivolto la sua attenzione a figure e momenti della drammaturgia e del teatro fra Cinque e Novecento, pubblicando numerosi libri, molti dei quali dedicati in particolare a Pirandello, Ibsen, Goldoni. Ha diretto la grande Storia del teatro moderno e contemporaneo di Einaudi, e ha fondato nel 1988 la rivista teatrale “Il castello di Elsinore” che dirige tuttora. Ha appena pubblicato Discesa nell’inferno familiare. Angosce e ossessioni nel teatro di Pirandello (Utet/Università, 2018).

Anna Scannapieco insegna Storia della drammaturgia e Filologia dei testi teatrali presso l’Università di Padova. I suoi interessi di ricerca sono prevalentemente legati alla tradizione dei testi drammatici, indagati in una prospettiva di filologia a tutto tondo, impegnata cioè nella rivisitazione e nel restauro critico dei testi anche sotto il profilo del loro legame con la storia materiale dello spettacolo. Ha al suo attivo oltre un centinaio di pubblicazioni, molte delle quali relative al teatro settecentesco.


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